lunedì 26 maggio 2014

"L'odiato amore" di Francesca Callipari


Buongiorno carissimi,
oggi vi segnalo un romanzo scritto da una giovane autrice italiana, su un tema molto delicato e purtroppo sempre presente: la violenza sulle donne.


Titolo: "L'odiato amore"
Autrice: Francesca Callipari
Casa editrice: ilmiolibro.it
Pagine: 128
Prezzo: 13.50
TRAMA
Nadia è una ragazza di 17 anni, timida, e per certi versi ancora bambina nei gesti e nelle parole. Non pensa ancora all’amore e anzi lo considera un obiettivo lontano. Per questo suo modo di essere viene spesso derisa dalle amiche che la isolano sempre di più.
Un giorno, però, nel vedere i suoi coetanei scambiarsi i primi baci appassionati del loro fervido amore, un pensiero folgorante attraversa la sua mente: “e se le mie amiche avessero ragione? In fondo non so cosa si provi nell’essere innamorati. Non ho mai baciato un ragazzo in vita mia!”. È così che un giorno incontra Roy e finalmente si innamora… Per questo amore lotterà contro tutto e tutti, accantonando persino i propri sogni, ma non sempre le cose vanno per il verso giusto.
Il suo grande amore si trasformerà, ben presto, nell'“odiato amore” e tutto il romanzo dai toni favolistici volgerà repentinamente verso toni più cupi; dall’idillio amoroso si passerà così ad un’escalation di violenze su una giovane donna che, accecata dall’amore, continuamente perdonerà.
La vita però, si sa è imprevedibile e offre sempre una seconda chance! Chissà che anche per Nadia la felicità non sia proprio dietro l’angolo??… 


Il libro può essere acquistato presso le librerie Feltrinelli e QUI.

Fatemi sapere se l'avete letto o se vi incuriosisce :) 

martedì 20 maggio 2014

Recensione "84 giorni" di Daniele Pollero

http://www.ilfiloonline.it/components/com_virtuemart/shop_image/product/84_giorni_519761e588927.jpg

Titolo "84 giorni"
Autore: Daniele Pollero
Casa editrice: Albatros
Pagine: 108
Prezzo: 12.00
TRAMA
Ragione e sentimento, razionalità e istinto, sogno e cruda realtà, Alìa e Greta sono gli attori che sembrano contendersi il ruolo principale nella vita di D., protagonista di questi 84 giorni. Una lettera puntata ad indicare il suo nome può bastare al lettore, chiamato a perdersi nelle atmosfere oniriche evocate in questo romanzo, senza chiedersi chi, dove e perché, solo abbandonandosi alla narrazione che fluente alterna momenti di lucida argomentazione a sprazzi di pura ilarità, per poi ripiegarsi nella cupa disperazione. Al centro della vicenda, più spettatore che reale attore, c'è D., trascinato dalla fragile ingenuità di Alìa, che sfugge e vuole essere catturata, e dalla crudeltà di Greta, che invece appare dal nulla per calare la sua spietata scure sul protagonista. Alìa e Greta, il sogno e l'incubo, così diverse in apparenza, contrapposte e compresenti, segneranno inesorabilmente il destino di D.

RECENSIONE 
Il protagonista D. sembra percorrere apparentemente un lungo sogno, dove ogni cosa muta o resta ferma, si colora o decide di rimanere in bianco e nero, porta pensieri felici o tristi, perché ogni cosa può cambiare, può assumere forme diverse... dipende dalle persone darli un significato.
D. in questi scenari a volte semplici, a volte ricchi di personaggi che sembrano usciti da una fiaba, è accompagnato da due figure femminili, Alìa e Greta: la prima rappresenta il colore, l'azione, la parte razionale e la curiosità, mentre Greta rappresenta i sentimenti negativi.
Quando è presente Alìa ci troviamo in un bel sogno, quando invece compare Greta tutto diventa cupo, grigio e triste; ma i due personaggi tendono a mescolarsi, perché Alìa incarna la passione, con i suoi capelli rossi e il fisico sensuale, e Greta anche se dovrebbe rappresentare il sentimento, ha un aspetto e un comportamento che si adattarebbe meglio alla razionalità, e questa miscela si nota anche nei paesaggi, dove per es. un'atmosfera cupa e fredda viene allietata dai giochi di un parco, o un casolare abbandonato viene illuminato da una scia di oleandri, ma forse in fondo Alìa e Greta rappresentano invece le due parti dell'amore e il suo percorso.
Con un linguaggio a volte poetico, a volte filosofeggiante, l'autore imbastisce una piccola storia per riflettere sulla vita, sull'amore, se significa perdere la propria libertà, se c'è un momento giusto per impegnarsi, cosa vuol dire fidanzarsi, in modo originale, dove prevale il malessere del protagonista di cui si scoprirà il motivo alla fine.
La cover mi piace molto, perché rappresenta anche qui un paesaggio oscuro, ma lieve e leggero con la ragazza sull'altalena e le rondini in cielo.

L'AUTORE 
Daniele Pollero è nato a Savona il 17 gennaio del 1989. Dopo la maturità scientifica, si è laureato con lode in Filosofia a Genova sotto la guida di Paolo Aldo Rossi e Davide Arecco. Attualmente è iscritto alla laurea magistrale in Metodologie Filosofiche.

domenica 18 maggio 2014

Recensione "Quando il diavolo mi ha preso per mano" di April Genevieve Tucholke


Titolo: "Quando il diavolo mi ha preso per mano"
Autrice: April Genevieve Tucholke
Casa editrice: Piemme
Collana: Freeway
Pagine: 276
Prezzo: 16.00
TRAMA
Nel paesino di mare dove abita Violet non succede mai niente… fino a quando River non affitta la casetta dietro la sua e incominciano a verificarsi eventi inquietanti: i bambini scompaiono, gli adulti hanno strane visioni e diventano inspiegabilmente violenti. Tutto mentre Violet è sempre più attratta da quel ragazzo misterioso che ormai entra indisturbato in casa sua. Ma River è soltanto un bugiardo dal sorriso irresistibile e il passato misterioso o dietro i suoi occhi ipnotici si nasconde qualcos’altro? La nonna di Violet l’aveva messa in guardia dai giochi che sa fare il Diavolo, ma lei non aveva mai pensato che il male potesse nascondersi in un ragazzo dai capelli scuri che si appisola in giardino, adora il caffè e ti fa tremare di passione…

RECENSIONE 
Brevi  momenti d'inquietudine che esploderanno verso la fine del romanzo, dove la situazione precipiterà portando sull'orlo della tomba i protagonisti.
Gli elementi per una storia inquietante ci sono tutti: una casa fatiscente, apparizioni paranormali, sangue, elementi che ricordano Shining, discorsi dove il diavolo è spesso presente, anche semplicemente nei modi di dire, ma non si riesce, almeno nella prima parte, a entrare in questo stato d'animo perché le scene più angoscianti durano un battito di ciglia, ed è solo nella seconda parte che grazie all'arrivo di nuovi personaggi ed eventi senza controllo che la vicenda comincia a decollare, diventando molto più interessante, portando il lettore a un pieno coinvolgimento, ad amare o odiare i personaggi, e a preoccuparsi per loro.
River l'avrei preso a schiaffi per la maggior parte del tempo, per il suo atteggiamento arrogante e menefreghista e anche Violet a volte mi ha dato sui nervi, perché non capivo come l'amore potesse passare sopra a degli avvenimenti così orrendi, ma per tutti questi comportamenti ci sono delle spiegazioni per fortuna e così dall'odio sono passata invece a provare affetto per loro, anche se nei confronti di River ho ancora qualche dubbio.
Oltre alla vicenda più dark, ci troviamo di fronte anche all'amore, dimostrato in tanti modi diversi: da quello dimostrato da River, a quello di Luke per sua sorella Violet, a quello fraterno, e infine l'amore provato da Violet e Luke per i nonni ormai scomparsi, più palese per la prima, che non riesce a lasciare andare la nonna, restando attaccata a lei e al passato.
Mi è piaciuto il linguaggio usato per le descrizioni e per i momenti più romantici e in generale mi è piaciuto questo romanzo che si concluderà con il seguito, che spero arriverà presto... avrei solo voluto scene inquietanti più lunghe.
Come sempre la casa editrice è stata attenta a ogni aspetto del libro -anche se stavolta ha commesso un piccolo errore in una scena- e sono felice che abbia mantenuto la cover originale.
Un horror soft all'inizio e più forte verso la fine.

L'AUTRICE
April Genevieve Tucholke va pazza per i vecchi film, i cattivoni dai capelli rossi, le cucine enormi, e adora discutere di omicidi a cena. Vive con il marito in Oregon, ai confini con la foresta. Questo è il suo primo romanzo.

giovedì 15 maggio 2014

"Flamefrost Due cuori in gioco" in arrivo a Giugno


Titolo: "Flamefrost Due cuori in gioco"
Autrice: Virginia Rainbow
Casa editrice: YOUCANPRINT
Pagine: 356
Prezzo: 16.90
In arrivo: Giugno '14
TRAMA
Gli abitanti del pianeta Luxor, guidati dal re Thor sono scampati alla distruzione del loro mondo e vagano nello spazio alla ricerca di una nuova terra. I principi alieni Nardos e Gered vengono incaricati di compiere una missione misteriosa sul pianeta Terra.
È in questo contesto che si inserisce il rapporto particolare tra Gered e una ragazza terrestre, Sarah, che abita in un paesino delle montagne valdostane. Gered cerca di avvicinarla in tutti i modi, usando i poteri straordinari di cui dispone, ma lei rifiuta qualsiasi tipo di relazione, nonostante si senta molto attratta da lui.
Un mistero aleggia su tutta la storia e verso la fine cominciano a scoprirsi alcuni tasselli. In cosa consiste la missione dei principi? Chi sono le “soggiogate”?
In un intreccio via via più articolato, si delinea la delicata psicologia dei personaggi, che si cercano e si respingono, si incontrano e si allontanano, mentre la società aliena, che fa da sfondo alla storia, prende sempre più piede con le sue regole e i suoi riti peculiari.
Un mix di contrasti, dolcezza, passione e mistero, che tiene incollato il lettore alla pagina riga dopo riga in un ritmo intenso e coinvolgente.

L'AUTRICE 
Virginia Rainbow è un’autrice che scrive fin da bambina, creando storie piene di immaginazione e sentimento. Ora passa il suo tempo tra il lavoro e la sua passione per la scrittura. Adora leggere, fare passeggiate in montagna e guardare i cartoni della Walt Disney. Il suo romanzo di esordio è “The black mask”.

Potrete acquistare il libro sui siti: www.youcanprint.it, www.ibs.it, www.Amazon.it e altri siti online.
Per informazioni riguardo l'e-book ed eventuali sconti, potete contattare l'autrice alla mail virgy72@aliceposta.it o alla chat del suo profilo autore :)
Se invece volete conoscere l'autrice la sua pagina Facebook è: http://www.facebook.com/lamascheranera.romanzo
 
La cover mi piace moltissimo, perché ha dei colori d'impatto e anche la trama sembra interessante, visto la presenza dell' amore e del mistero.
Fatemi sapere se lo leggerete, se vi piace la cover, la trama...

sabato 10 maggio 2014

Recensione "Il bizzarro incidente del tempo rubato" di Rachel Joyce

 
Titolo: "Il bizzarro incidente del tempo rubato"
Autrice: Rachel Joyce
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 384
Prezzo: 17.90
TRAMA
Nel 1972 Byron Hemmings ha undici anni e una vita perfetta: vive in una grande casa elegante, ha una mamma impeccabile che fa impallidire tutte le altre, frequenta una scuola privata che è l’anticamera di una carriera dorata e il suo migliore amico, James, è il ragazzino più sveglio che conosca. Tanto sveglio da leggere il Times e da scovare la notizia del secolo: quell’anno verranno aggiunti due secondi al tempo, per allineare gli orologi al movimento naturale della Terra. Mentre James considera l’evento l’ennesima conquista del Ventesimo secolo – l’uomo è persino andato sulla Luna – per Byron quei due secondi diventano un’inquietante ossessione: come si può alterare il tempo senza provocare conseguenze irreparabili? La conferma ai suoi dubbi arriva la mattina in cui, come sempre, la mamma lo sta portando a scuola con la sua Jaguar fiammante: è in ritardo e, per fare più in fretta, rompe lo schema ordinato di ogni giorno imboccando una strada nuova. Dalla fitta nebbia sbucano case fatiscenti, alberi giganteschi e, all’improvviso, una bambina su una bicicletta rossa. Proprio mentre Byron vede le lancette del suo orologio andare indietro di due secondi. Poi tutto sembra tornare normale: la mamma non si è accorta di nulla, la scorciatoia li ha fatti arrivare puntuali e il tempo ha ricominciato a scorrere con il suo ticchettio regolare. Soltanto Byron sa che quell’attimo ha cambiato ogni cosa, che la sfera perfetta della sua esistenza si è impercettibilmente incrinata e che quella scalfittura è destinata ad allargarsi col passare dei giorni. Forse degli anni. Eppure la vulnerabilità di un bambino, la fragilità di una madre, l’impensabile, a volte tragica, irregolarità del tempo possono essere riscattate. Da un unico, altrettanto inatteso, gesto d’amore. Dopo il successo de "L’ imprevedibile viaggio di Harold Fry", Rachel Joyce ci regala un’altra storia originalissima e diversa, con personaggi indimenticabili, buffi e teneri, sempre un po’ bizzarri, ma anche veri e toccanti. Memorabili. 

RECENSIONE 
E' strano come due secondi in più possano modificare il corso degli eventi, cambiando attraverso una reazione a catena l'esistenza dei personaggi.
Come nel precedente romanzo anche qui la causa di tutto è un evento negativo, ma rispetto alla storia di Harold in cui si alternavano momenti allegri con momenti più  intensi, qui ci troviamo davanti a un passato e a un presente molto più cupi.
Un bizzarro incidente trasformerà il protagonista in un ometto, che cercherà di rimettere le cose come erano in origine, di far tornare la madre felice e di scoprire gli inganni.
Ci troviamo di fronte a una famiglia apparentemente perfetta: una bella casa, una scuola prestigiosa per i figli e una macchina che fa invidia a tutti, ma appunto l'apparenza inganna: le amiche di Diana, la madre di Byron, non aspettano altro che vederla crollare; Diana che sembra una casalinga perfetta, in realtà dentro di sè urla a squarciagola, e questo incidente non farà altro che incrinare la sua fragile parvenza; e il padre, presente solo nei fine settimana, è freddo, distaccato ed esageratamente attaccato e preoccupato delle apparenze.
Byron che è un protagonista tenerissimo, è il contrario del padre: ha una parola sempre gentile, si comporta da bravo fratello, si preoccupa sempre che la madre sia felice, andando sempre in suo soccorso e si sente inferiore al suo migliore amico James che capisce sempre tutto al volo, così preciso e organizzato.
Questi sono alcuni dei personaggi che troveremo nella vicenda narrata nel passato, mentre nel presente seguiremo la storia di Jim: un uomo fragile, buono, con innumerevoli rituali da ripetere per far sì che non accada niente di brutto a nessuno, balbuziente, a causa dell'elettroshock, ma anche a causa dell'insicurezza, che riesce a sentirsi sicuro solo a contatto con la natura, coltivando fiori e curando l'ambiente. Durante la lettura, conosciamo frammenti del suo passato, che si presentano improvvisamente durante la sua vita quotidiana e non è un caso se l'autrice ha inserito anche Jim nella storia. 
Si parla di sentimenti repressi, personalità tenute nascoste, di ricordi che è meglio seppellire, di ingenuità, di approfittatori, degli effetti dell'elettroshock, di cattiveria gratuita e di fragilità, ma anche di bontà, del calore di una madre, di momenti da non dimenticare, incontri speciali che offrono l'opportunità di riscattarsi, e personaggi stupendi.
Rimango sempre incantata dalla capacità di descrivere l'ambiente da parte dell'autrice, che sembra proprio amare la natura, paragonandola a volte ad aspetti dell'uomo, a oggetti o cibi, e ciò avviene anche nella descrizione dei personaggi. 
Personaggi che a volte saranno molto particolari: una ragazza che conosce storie stravaganti che puntualmente finiscono male, una donnona che d'impatto sembrerebbe tutto, fuorchè delicata d'animo, un anziano sempre serio, che sembra voler tenere lontana la vita...
Una storia che ci ricorda di sperare sempre, messaggio da tenere bene a mente nei momenti più difficili.
Un romanzo pieno di sentimento, che porterà il lettore a commuoversi.

L'AUTRICE 
Rachel Joyce 
Rachel Joyce è nata nel Gloucestershire, dove vive tuttora con il marito, le figlie e tantissimi animali. Ha lavorato diversi anni per i canali radiofonici della BBC, scrivendo sia sceneggiati originali sia adattamenti di grandi classici della letteratura. Questo è il suo primo, celebratissimo romanzo, bestseller in Inghilterra e in Germania, e in corso di pubblicazione in tutto il mondo.
 

lunedì 5 maggio 2014

Ritratto di signora (28)

Buon pomeriggio,
questo mese tocca a Daniela.

Potete leggere questo articolo anche sui blog: Miki in the PinklandStasera cucino ioBooks Land e Un libro per amico.

Non è stato semplice decidere, vi assicuro che è da quando sono entrata a far parte di Ritratto di signora che penso a chi dedicare questo mio primo appuntamento. Poi qualche mese fa guardando una fiction televisiva ho avuto una folgorazione perchè spiccava una ragazza che non conoscevo ma che - ho scoperto poi - nonostante la sua giovane età si è già fatta notare nel panorama artistico italiano.

Sto parlando di Aurora Ruffino.



                                      

Vi dice niente questo nome? Magari no, ma credo che la faccia qualche volta vi sia capitato di vederla e se non vi è capitato credo che prima o poi vi capiterà, visto la carriera stupenda che questa ragazza di soli 25 anni sta facendo negli ultimi anni. 

Classe 1989, originaria di Druento, un paese in provincia di Torino, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Io personalmente l'ho conosciuta grazie al suo ruolo che quest'anno ha avuto nella fiction Braccialetti Rossi, tratta dal libro omonimo di Albert Espinosa



In quella fiction Aurora interpretava Cris, una ragazza fragile, con un rapporto difficile con la famiglia, che la portava ad avere un approccio malato con il cibo. Varcava le porte dell'ospedale a causa dell'anoressia, una bestia che colpisce tantissime donne e che ti porta via tutto: oltre ai chili anche il sorriso, la serenità, la voglia di vivere. Dagli occhi di Aurora si poteva davvero vedere il dolore, la fatica ma anche la gioia che,a sprazzi, Chris si portava dentro; c'è chi dice sia cosi capace di interpretare anche le scene più traumatiche a causa del passato difficile che ha avuto - perse la mamma quando era molto piccola e fu abbandonata subito dopo, insieme ai fratelli, dal padre - e forse sarà anche uno dei motivi, ma non sminuiamo la sua bravura attaccandoci sempre alle solite storie... Passato difficile o meno Aurora è capace di portare alla luce differenti stati d'animo in maniera assolutamente credibile e profonda, e questo credo sia dovuto principalmente alla sua bravura, altrimenti dovremmo pensare che tutti quelli con un'infanzia piena di sofferenza siano attori da premio Oscar e invece non credo proprio sia così!
             

Facendo i complimenti a tutto il cast - formato da ragazzi capaci di trasferire al telespettatore una quantità incredibile di emozioni -  ho trovato in Aurora - unica ragazza fissa del gruppo - una maturità interpretativa degna delle più grandi attrici, ovviamente parlo da profana telespettatrice, che mi ha fatto pensare "ah però" e mi ha fatto venire voglia di saperne di più su questa ragazza.

Non vi dico il mio stupore quando, facendo qualche ricerca, mi sono imbattuta nelle sue interpretazioni cinematografiche e non. Pellicole importanti di cui vi sarà capitato di vedere i trailer o i videoclip, magari non notando, come è capitato a me, quella ragazza semplice - che sembra molto più giovane della sua età - ed i suoi occhi profondi. 



Cominciamo in ordine di tempo.

Nel 2010 esordisce come attrice nel film La solitudine dei numeri primi diretto da Saverio Costanzo tratto dall'omonimo romanzo di Paolo Giordano; il suo ruolo è quello di Viola, la più bella ragazza del liceo che con la sua cricca schernisce la protagonista - Alice - a causa del suo aspetto fino a diventarne amica.

 


Nel 2012 per la serie televisiva Questo nostro amore trasmessa su Rai 1 Aurora interpreta Benedetta, una delle figlie dei protagonisti (interpretati da Neri Marcorè ed Anna Valle). 



              
 
Nel 2013 arriva il suo secondo ruolo in un film importante. Aurora interpreta infatti Silvia in Bianca come il latte rossa come il sangue, un film diretto da Giacomo Campiotti tratto dal famosissimo libro d'esordio di Alessandro D'Avenia. Non è il ruolo della protagonista ma il suo personaggio, Silvia, è molto importante nella storia in quanto migliore amica di Leo. Lei - innamorata del protagonista dai tempi delle medie - è l'amica che Leo ha bisogno accanto, quella a cui confida i più profondi segreti, quella a cui lui legge le sue parole d'amore per Beatrice, quella che soffre in silenzio vedendolo innamorato di un'altra.



 Per questo stesso film partecipa al videoclip della canzone colonna sonora Se si potesse non morire dei Modà.



Nel 2014 è come vi dicevo uno dei protagonisti in Braccialetti rossi e in un'altro film TV Una ferrari per due, primo episodio del ciclo Purchè finisca bene dove è Livia, figlia del protagonista Marcello, interpretato ancora una volta da Neri Marcorè.


Come si può non ammirare questa giovane donna a cui in così poco tempo sono stati affidati ruoli così importanti sia per la TV che per il cinema? A me ha colpito tantissimo ed è per questo che ho deciso di parlarne oggi anche se non è così tanto famosa come altre protagoniste passate di questa rubrica.

Io la invidio per almeno tre motivi: 
1) già all'età di 25 anni sembra avere chiaro ed aver raggiunto quello che vuole fare nella vita, cosa che io nonostante i miei 35 anni sto ancora cercando di capire;
2) a 25 anni può interpretare la parte di una ragazzina di 17 risultando assolutamente credibile;
3) concedetemelo... ha recitato insieme a Luca Argentero *_______*

Dopo questa è meglio che vi saluti perchè quando parlo di Argentero perdo la mia lucidità ahahahahahah

Voi cosa ne pensate? Conoscevate già questa giovane promessa del nostro paese? 

Ho conosciuto Aurora proprio attraverso la fiction "Braccialetti rossi" e l'ho trovata bravissima e poi l'ho rivista nel film "Una Ferrari per due". 
Una giovane attrice che riesce a calarsi nei ruoli più diversi e che riesce ad emozionare.  Vi consiglio, se non avete visto Braccialetti rossi, di andarla a recuperare sul sito rai replay, perché è una fiction davvero ben fatta, dove si ride, si piange, si scopre l'amicizia e il coraggio di questi giovani.


Al prossimo mese

Franci, Monica, Miki, Fede e Daniela.